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Polinesia Francese – Nel cuore dell’Oceano Pacifico

Tornare dal centro del Pacifico significa portarsi dentro la sensazione di aver toccato uno degli angoli più autentici del pianeta.

Nel cuore dell’Oceano Pacifico del sud l’arcipelago della Polinesia Francese custodisce lagune di un blu irreale, villaggi che vivono ancora di tradizioni antiche e un mare che diventa protagonista di ogni giornata.

Qui l’esperienza non è solo visiva: è fatta di incontri ravvicinati con megattere, pesci pelagici, a volte orche, e con la forza della natura che si manifesta senza compromessi.

* Foto di Bianca @roamtobewild

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Indice

La magia degli atolli - Il reef degli squali

La mia spedizione è iniziata in un atollo, una lingua di sabbia dispersa nel bel mezzo del mare, più precisamente in un piccolo villaggio sperduto ma profondamente affascinante.

Per arrivare qui bisogna prendere un volo interno dall’aeroporto di Papeete, anche se esistono collegamenti da altre isole, più limitati.

Una volta atterrati ci si ritrova in una dimensione parallela, dove la realtà quotidiana sembra un ricordo lontano.

L’atollo ti porta a contatto con l’essenziale: natura ovunque e una comunità ristretta che vive in simbiosi con il mare.

Apneisti e scuba diver arrivano da ogni parte del mondo per immergersi in questo paradiso, accolti da due piccole realtà locali che offrono vitto e alloggio e che permettono di vivere giornate scandite solo dalle maree e dalle immersioni.

Il reef qui è un ecosistema pulsante: si incontrano pesci  napoleon, squali pinna nera e pinna grigia, in un equilibrio sorprendente.

Tutti gli atolli hanno zone di ingresso per gli animali marini che dal mare aperto cercano cibo e ristoro nel mare degli atolli. Lì dove mi trovavo sono entrato nel south pass conosciuto per il wall of sharks, centinaia di squali che ogni giorno entrano nell’atollo per nutrirsi, regalando uno spettacolo naturale impressionante.

A nord, il North Pass offre immersioni altrettanto ricche: qui oltre agli squali è possibile incontrare mante e una biodiversità che rende ogni discesa un’esperienza unica.

Tahiti – L’isola madre

La seconda tappa è stata Tahiti, porta d’ingresso dell’arcipelago e sede della capitale Papeete.

Qui ho incontrato i tahitiani, persone generose e ospitali, capaci di farti sentire subito parte di una comunità. Il senso di appartenenza degli isolani è forte, e vivere a contatto con loro restituisce la misura di un’umanità che nelle grandi città spesso si perde.

Il costo della vita può essere elevato, ma con un po’ di organizzazione e ricerca si trovano soluzioni adatte a diversi budget. La sicurezza è buona: l’unico luogo dove ho prestato più attenzione è stata la capitale, come accade in molte città del mondo.

Ho noleggiato un’auto per esplorare l’isola lungo la costa est. Mi sono fermato davanti a cascate nascoste nella vegetazione e sono arrivato fino a Teahupo’o, leggendario spot del surf mondiale, teatro delle Olimpiadi di Parigi 2024. Le onde qui non sono solo spettacolari: rappresentano un simbolo della forza del Pacifico e della cultura locale.

Anche a Tahiti è possibile avvistare balene, ma la legge impone l’accompagnamento di una guida autorizzata, a tutela degli animali e di chi si immerge.

L'isola magica e l’incontro con le megattere

* Foto di Bianca @roamtobewild

L’ultima parte del viaggio mi ha portato sull’isola più affascinante tra tutte. Un luogo dove il mare è parte integrante della vita quotidiana e dove ogni giornata può trasformarsi in un’avventura.

Da qui partono escursioni giornaliere in piccoli gruppi, con barche autorizzate e guide preparatissime che accompagnano in mare in totale sicurezza.

L’avvistamento delle megattere è frequente, ma l’esperienza resta sempre nel rispetto degli animali: sono loro a decidere se avvicinarsi e condividere un pezzo del loro mondo con noi. Fuori dal reef è possibile incontrare megattere, balene pilota e, per i più fortunati, diverse specie di delfini o persino orche di passaggio.

All’interno del reef, invece, l’acqua nasconde altre meraviglie: eagle ray, razze, squali pinna nera e altre specie di medie dimensioni che rendono le uscite sempre diverse. Io ho avuto la fortuna di vivere momenti indimenticabili: una madre con il suo piccolo, due maschi in interazione e soprattutto il canto delle megattere, vibrazioni profonde che risuonano nel petto e ti ricordano la potenza e la fragilità dell’oceano.

Coral Gardeners - il giardino sommerso

Ho visitato anche il quartier generale di Coral Gardeners, un progetto che seguo e sostengo da tempo.

Qualche anno fa ho adottato un corallo attraverso il loro programma di riforestazione marina e questa volta ho potuto finalmente vederlo con i miei occhi: vivo, saldo sul reef, parte di un giardino sommerso che pullula di vita e colori.

Tuffarsi nelle acque cristalline per ammirare i coralli trapiantati è un’esperienza che riempie di gratitudine. Si percepisce concretamente quanto il lavoro di questi giovani ocean defenders stia contribuendo alla rinascita della barriera corallina, fondamentale per l’equilibrio dell’intero ecosistema. E non solo in Polinesia.

Il reef intorno a Mo’orea è un laboratorio vivente di biodiversità, e vedere la vitalità di queste colonie, rigogliose e popolate da pesci di ogni forma e colore, è stato uno dei momenti più emozionanti del viaggio.

La Polinesia Francese è stata una delle esperienze più intense e significative della mia vita.

Ho scoperto un oceano che va oltre ogni immaginazione e che resterà per sempre un punto di riferimento nel mio percorso.

Ogni anno a Settembre organizzo un viaggio di gruppo in Polinesia alla fine del prossimo anno. Se vuoi restare aggiornato sulle novità e sulle date trovi tutto cliccando qui. 

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